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Un personaggio della nostra storia

GIANFRANCO FORNAINI

Gianfranco

Pudore della sofferenza. Da gennaio di questo 2008 non l’ho più visto nelle mie estemporanee incursioni nel suo negozio di articoli religiosi sul Viale Cappuccini. Gli era stato riscontrato casualmente il male inesorabile. Operato d’urgenza e sottoposto a terapia, deperiva di giorno in giorno finchè all’alba del 6 luglio si è irrigidito per sempre. In questi mesi scendeva dall’abitazione in negozio. Brevi soste. Restìo a mostrare una magrezza disdicevole in un corpo d’atleta. Conscio della fine, dedicava il suo tempo a una riconsiderazione serena del vissuto che lo portava a rinsaldare l’armonia famigliare nella luce della fede mai messa in discussione.

 

Inaugurazione 2

 

Era nato a Poppi (Ar) il 15 agosto 1944 da Domenico, geometra e imprenditore edile, e da Maria Vasini. La mamma, rimasta vedova, si trasferì con i figlioli a San Giovanni Rotondo per vivere l’esperienza esaltante di Padre Pio.

Gianfranco si diplomò geometra a Foggia e ben presto esercitò la professione libera, mostrando ben presto eccezionali doti di adattamento ad una realtà socio-culturale tanto diversa da quella sua d’origine. Nella progettazione urbanistica o nella rilevazione di aree e confini era particolarmente disponibile ad accettare suggerimenti e proposte, che con pazienza riusciva a tradurre in soluzioni accettate dagli interessati. Per la sua competenza, per il rigore morale e la laboriosità si conquistò le simpatie di tutti. I colleghi di lavoro si trovavano a loro agio e lo apprezzavano come professionista e come uomo.

Famiglia

 

Nel 1967 sposò Graziella Zavani, una insegnante aretina, che gli diede quattro figli: un maschio e tre femmine, tutti laureati e sistemati a Roma.
Gli interessi di Gianfranco erano a 380 gradi e si evolvevano con il portato dei tempi. Era un creativo e come tale non accettava passivamente i nuovi prodotti della tecnologia. Li smontava, li esaminava e, nel caso, li migliorava adattandogli ai suoi bisogni.
Un suo amico di vecchia data, Francesco Vinelli, mi ragguaglia sull’attività, per così dire, extraprofessionale di Gianfranco.

 

 

 

E’ un elenco impressionante. Qualche esempio. Praticava la pesca subacquea e la navigazione a vela; per il surf sportivo aveva creato le cosiddette derive, una sorta di pinne. Esercitava il tiro all’arco. Fu uno dei fondatori del Circolo Tennis "Valle Rossa".

Aereo

Era un radioamatore e, appena le circostanze glielo permisero, nei locali di sua proprietà sul Viale Cappuccini attivò una emittente televisiva sperimentale, la prima a San Giovanni Rotondo e certamente tra le novità a livello regionale. Siamo intorno agli Anni Settanta. I servizi avevano un carattere culturale religioso sportivo; si trasmettevano in diretta i Consigli comunali da Palazzo San Francesco. Ebbi il privilegio di organizzare e condurre una serie settimanale di dibattiti e conversazioni su Padre Pio, la prima e in tempi di attesa per l’avvio del processo cognizionale che sarebbe stato celebrato presso la curia sipontina.

 

 

Inaugurazione 1Partecipavano Fra Daniele Natale, Carlo Campanini e Padre luigi Capp. Duravano ore e ore con un audience totale! La gente affollava le case che avevano un televisore e rimaneva incollata al video non solo per l’argomento Padre Pio, ma per la curiosità di vedervi persone che poi s’incontravano per strada. Ricordo un contrasto in diretta tra Padre Luigi che una volta disse:" Sempre su Padre Pio… adesso cambiamo argomento…" e l’immediata risposta di Fra Daniele: "Intendiamoci… qua o si parla di Padre Pio o non si fa più niente". Campanini con il suo humor mise le cose a posto; poi, a parte, mi confessò che non era stato mai tanto tempo di seguito davanti a una telecamera. Un’ altra rubrica che curavo aveva il titolo di "Sotto a chi tocca". Invitavo un personaggio locale, lo facevo sedere e lo intervistavo. Finiva per essere una scena da studio freudiano: il personaggio rispondeva senza remore e schiettamente. Memorabile quella al Prof. Giuseppe Sala, l’altra all’avv. Mondelli.
Durò credo fino alla metà degli Anni Ottanta. Le disposizioni legali in materia imponevano una regolamentazione. I costi erano quelli che erano. L’unica possibilità era quella di aggregarsi. Una emittente barese gli offrì spazi in cambio di trasmissioni di dubbio gusto etico. Si preferì la chiusura definitiva.

Qualche anno fa e anche di recente ho chiesto a Gianfranco se conservava i prodotti della sua televisione, e lui mi ha rassicurato che aveva tutto, ma che, essendo cambiate le macchine, non era più possibile visionare. Bisognava cercare il tecnico adatto, esperto di archeologia televisiva. L’ho ricordato al figlio, l’ing. Francesco, che opera a Roma. Ha promesso che avrebbe provveduto. Ne verrebbe fuori un materiale prezioso per la storia di quegli anni: Carlo Campanini, Fra Daniele e il loro apostolato per lo Stimmatizzato, il clima socio-politico, e tante altre cose.

Un’altra sua passione: l’aeromodellismo. Vi è un sodalizio attivo l’Associazione Gargano Volo, di cui lui era Presidente.

Il 6 luglio 2008 è stato inaugurato il Campo Volo presso la Tenuta di Chianchito, in territorio sangiovannese, dal Sindaco Dott. Gennaro Giuliani. I soci all’unanimità l’hanno intitolato a lui, che proprio quel giorno se n’era andato su uno di quegli elegantissimi aerei –uccello. Non è stata rinviata la cerimonia. Non avrebbe voluto. Ed è stato l’omaggio più bello.

In un angolo della camera ardente mi sono intrattenuto a parlare con l’ing. Francesco. Era calmo, sereno, nelle fattezze e nello sguardo la versione giovanile di papà Gianfranco. E’ della classe 1971, è sposato, ha tre figli, lavora nell’edilizia. Il suo esprimersi è dignitoso, schietto, lapidario ma non omissivo. Sembra legga il prontuario dell’uomo perfetto che cerca di imitare. Era estremamente onesto – afferma in sostanza – fedele all’impegno preso, anche se l’impegno comportava sacrifici e rinunce; considerava l’amicizia un valore e per questo aveva molti amici; la sua attività mirava costantemente al bene del prossimo; era razionale, molto esigente con se stesso e con i figli; soffriva molto e in silenzio perché tutti i figli erano a Roma e forse questa lontananza è stata una delle cause della sua malattia.

Silvia, una delle sue figlie, con la stessa serenità, mi fornisce le foto. Inappuntabile, fattiva, gentile. La conoscenza di questi ragazzi ha contribuito ad approfondire la figura paterna.

Negli ultimi tempi si dedicava al negozio di articoli religiosi. Ho potuto sperimentare il gusto raffinato nella scelta dei soggetti, la competenza nel consigliare e vendere, la cordialità e la gratitudine. In occasione de cinquantesimo di sacerdozio di Don Pio Abresch ha confezionato una tavola con la riproduzione di una mia poesia e di un immagine di Padre Pio con il giovanetto Pio. Non ha voluto niente. Ora con Don Pio conversa nel cielo dei Giusti.

La liturgia funebre è stata officiata da Padre Rinaldo, giunto apposta da Sant’Elia A Pianisi, insieme a Padre Marciano Morra e al parroco Padre Gregorio. Santa Maria delle Grazie,gremita come nelle grandi occasioni, ha ascoltato la significativa omelia dell’amico Padre Rinaldo e le espressioni affettuose dei nipotini lette al tiburio.

Il breve profilo non è scaturito da un dovere d’amicizia o almeno non solo. Gianfranco Fornaini è una figura di professionista e di cittadino e entra a buon diritto nella storia di San Giovanni Rotondo. E’ venuto piccolo immigrato, ha assimilato la cultura locale, si è forgiato alla scuola di Padre Pio, ha dato di sé esempio di cittadino da imitare e ha arricchito di iniziative e di realizzazioni la nostra città.

Mi piace terminare con i questi suoi versi (era anche poeta!) stampati a piè di una sua foto con un areromodello:

Volare nell’azzurro dei tuoi occhi,

attraversare i bagliori sprizzanti della gioia,

perdermi nell’infinito cielo d’amore.

Vivo un attimo d’eternità.

Franco

Giovanni Scarale